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Ai genitori (e figli/e): come prevenire e combattere il cyberbullismo

E poi ti dicono che l’anonimato sia una cosa brutta. Non lo è affatto. Ragazzi e ragazzine dovrebbero tenere un profilo anonimo, con un nick name fasullo, sin dall’inizio, niente foto, nulla che possa creare un danno, perché la vita di relazione sul web è fatta all’insegna dell’analfabetismo emotivo e sentimentale. C’è gente che non prova emozioni o che si esercita a sfogare su di te qualunque orrore. C’è gente che oggi è frustrata e ti sceglie come suo punchball personale. Gente che becca qualcuno di molto fragile e lo massacra al punto che c’è chi s’è suicidat@.

Provate a organizzarvi anche una modalità di autodifesa:

- nessun profilo con il vostro nome e cognome. Niente foto online. Se vi servite del vostro aspetto per avere relazioni sociali virtuali le otterrete sulla base di quello e dunque poi dovrete essere molto ma molto brave a gestire questa cosa e vi serve tempo. Più tempo.

- esigete il rispetto della vostra privacy. E arrabbiatevi con Zuckemberg perché si sovraespone. Fate partire petizioni e mail bombing e un movimento in web che chieda il rispetto della privacy contro ogni forma di bullismo e cyberstalking.

- prima di mollare una foto a chi incontrate esigete una foto di lui nudo. Se non ve la dà allora è quantomeno impari. Perchè deve vedervi solo lui? Non è forse reciproco l’interesse, non siete passive nelle relazioni, no? O siete solo voi che volete essere sicure di piacere a lui?

- prima di beccarvi in videochat con qualcuno assicuratevi che dall’altra parte ci sia lui. Idem come sopra.

- non mollate numeri di telefono e indirizzo e vostri dati se non conoscete una persona. Perché diversamente potreste giocarvi l’unico angolo di serenità che avete.

(Fonte: femminismo-a-sud.noblogs.org)

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